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    Luoghi D’interesse

    Il Sito Geopaleontologico e “Scipionyx Samniticus”

     
    A Pietraroja si trova uno dei più importanti siti geopaleontologici al mondo in cui sono stati rinvenuti reperti fossili di notevole importanza. Nel 1980 ad opera di un amatore fù rinvenuto il fossile di un cucciolo di dinosauro, il primo in Italia, che conserva anche alcuni organi interni: la sua specie è stata denominata Scipionyx samniticus. Al grande pubblico questo reperto è diventato noto con il nomignolo di “Ciro”.
    Il ritrovamento di Ciro ha rivoluzionato la ricostruzione della paleogeografia dell’Italia, precedentemente ritenuta interamente sommersa durante l’era Mesozoica. Tra gli altri resti fossili rinvenuti a Pietraroja, da ricordare quelli di numerosi pesci (tra cui Belonostomus), rettili (Chometokadmon, Derasmosaurus) e anfibi (Celtedens).

    Paleolab

     
    Il Paleolab è un museo di geologia e paleontologia che ricostruisce l’area intorno Pietraroja come doveva essere circa 110 milioni di anni fa. Il museo, inaugurato il 10 aprile del 2005, si trova nei pressi del parco geopaleontologico di Pietraroja e presenta diversi allestimenti, comprendenti proiezioni di video, anche tridimensionali, modelli in scala e l’esposizione di diversi fossili ritrovati nella zona. Il pezzo più interessante presente nel Paleolab è sicuramente il fossile di Scipionyx  samniticus. 

    Dino Park

     
    A pochi chilometri da Pietraroja è possibile visitare il Dino Park, il Parco dei Dinosauri infatti, si trova a San Lorenzello, nel Sannio beneventano e precisamente nel Parco San Sebastiano presso il ponte sul fiume Titerno. Si tratta di un Parco tematico che offre l’opportunità di un viaggio nel tempo a ritroso fino al Giurassico. Il contesto è di grande armonia fra la flora locale e le riproduzioni splendide dei dinosauri a grandezza reale. Precisamente ci sono all’interno del Parco quindici riproduzioni di dinosauri in vetroresina. Il Parco è poi dotato di una sala multimediale (con circa 30 posti) e di una grande area nel verde, dove è possibile sostare per pranzi a sacco.

    Geobiolab

     
    Idealmente collegato al PaleoLab di Pietraroja è Il Geobiolab – Laboratorio Europeo della Naturalità – struttura didattico-museale dedicata alla storia della Terra ed all’evoluzione delle biodiversità situato nel comune capoluogo di Benevento. Il Geobiolab presenta un percorso di luci, suoni e colori che disegnano l’affresco della vita nel paesaggio naturale del Sannio beneventano. Il progetto di allestimento, realizzato con la consulenza scientifica del Dipartimento di Scienze Biologiche e Ambientali dell’Università del Sannio – Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali –, si sviluppa nei 1.000 mq dello stabile, attorniati da 25.000 mq di splendido terreno agricolo, ed è curato dalla Mizar srl del noto fisico e divulgatore scientifico Paco Lanciano. Il Geobiolab è un viaggio fantastico nello spazio e nel tempo, alla scoperta di elementi noti e meno noti o forse solo dimenticati dell’ambiente che ci circonda e, in particolare, ci guida alla conoscenza della storia naturale dell’ambiente e del territorio sannita. L’avventura unisce ricerca scientifica e attività ludica, mettendo insieme realtà virtuale, filmati in 3D, foto, ricostruzioni scenografiche, exhibit, macchine “parlanti” e molto altro ancora. Il visitatore si trasforma così in esploratore del pianeta Terra, con particolare riguardo a quel minuscolo angolo di mondo che è il Sannio.

    Aree naturali di Pietraroja e dintorni

    Belvedere

    La terrazza addossata al caratteristico cimitero, situato dove sorgeva Pietraroja prima del terremoto del 1688, permette di ammirare un incantevole panorama a 360 gradi sul territorio: i monti Mutria e Moschiaturo, la vallata di Cusano Mutri, la montagna di Solopaca e finanche il Vesuvio nei giorni più limpidi. Sono ancora visibili resti di costruzioni del vecchio paese distrutto dal terremoto.

    Un’altra interessante escursione per le vedute spettacolari è la circuitazione dei bordi della tavola calcarea della Civita. Partendo dal quartiere Castello, si può visitare anche la bocca del profondo inghiottitoio carsico chiamato il Trabbucco.

    Sulla strada per Sepino

    Interessante è la visita alla impressionante forra (in località Rave) a monte della fontana Stritto (situata nel territorio di Cusano Mutri) scavata per milioni di anni dal Titerno; in essa si trova l’inaccessibile grotta dei Briganti o grotta delle Fate. Il punto di osservazione si può raggiungere facilmente dalla strada comunale asfaltata nella località Canale, appena fuori Pietraroja in direzione di Sepino, dove bisogna girare sulla sinistra e proseguire verso la località Ariòla, sotto il massiccio roccioso su cui si trova la Civita.

    Da non mancare è il valico di Santa Crocella, sella montana con paesaggio di stupende faggete, tra il monte Tre Confini (1.419 m s.l.m.), vicino alle Palummàre (Palombaio, porzione orientale del Monte Mutria) e il monte Moschiaturo. Il passo segna il confine tra i Comuni di Pietraroja e Sepino, nonché tra Campania e Molise.

    Sulla stessa strada, circa 1 km prima di arrivare al passo di Santa Crocella, si può visitare, girando sulla sinistra, la località Pesco Rosito (Péscu Rusìnu) da cui si estraeva la pietra rossa che ha dato il nome al paese. Da qui si può anche effettuare la scalata alla cima delle Palummàre o andare nel bosco della Torta, confinante con Campitello di Guardiaregia (CB).

    Dalla sella di Santa Crocella, prima del bosco di faggi, per gli escursionisti anche non professionisti, è agevole la scalata al monte Moschiaturo, prendendo il largo sentiero alla destra della rotabile. Il sentiero si inerpica sulla sommità della montagna, dove si può ammirare un panorama incantevole sull’alto beneventano.

    Il monte Mutria

     
    Un’altra escursione imperdibile per i superbi panorami sulla Campania e sul Molise è quella sul monte Mutria (Mùtigliu). Oltre all’impegnativa scalata diretta centrale costeggiando la grossa formazione rocciosa circolare della Iummènta bianca, la via più agevole è di portarsi alla località sciistica Bocca della Selva (frazione di Cusano Mutri), situata ai piedi della parte occidentale del monte. Arrivati al rifugio i 3 Faggi, va presa la strada sulla destra che sale sul fianco sinistro del monte. Lasciato il mezzo di trasporto alla fine della strada vi è il sentiero, con la segnaletica del percorso da seguire, che porta alla cima centrale del monte.

    Itinerari fluviali

     
    Gli amanti del trekking possono percorrere il letto torrentizio del Titerno. Allo scopo bisogna recarsi nella località Campusciàru, raggiungibile dalla strada comunale che parte dalla località Canale. Dopo qualche decina di metri si svolta sulla destra e si prosegue per qualche kilometro fino al ponte sul torrente, in cui è possibile scendere. Si incontrano molte vasche naturali d’acqua corrente (gli ùrvi) di cui le maggiori sono quella della Pénta e quella dell’Ursu dopo un salto di molti metri. Quest’ultimo ùrvu non è raggiungibile dal letto del torrente, per cui bisogna fare il sentiero che segue sulla sinistra il torrente stesso. Un altro percorso di trekking è la risalita del torrente Torbido (Trovele), affluente del Titerno che passa nel vallone sotto la frazione Potéte. Per raggiungerlo bisogna prendere la strada per Cusano Mutri e in località Vigne svoltare a sinistra e scendere per la strada delle Potete. Arrivati in basso, prima del ponte sul Torbido, si prende a salire il suo letto. È possibile vedere l’impianto che portava l’acqua alla vasca di pietra del vecchio mulino di Pietraroja e arrivare all’ùrvu chiamato Cùru de la Cucózza (fondo della zucca).

    Fontane e sorgenti

     
    Non si possono passare sotto silenzio le molte fontane di Pietraroja, dall’acqua fresca e leggera, perciò diuretica e disintossicante, mete di picnic. Trascurando quelle nel paese, le più vicine sono quella presso il museo geopaleontologico e quella in località Canale appena fuori Pietraroja, alla sinistra della strada per Sepino, dove sono presenti anche sedili.

    Proseguendo per la stessa strada, dopo circa un kilometro sulla destra si incontra la fontana del Salice in località Cesamari, presso i fabbricati del posto. Ancora più avanti, dopo il secondo bivio, prendendo la strada per Morcone si incontra sulla sinistra la frequentata fontana della Radica (Ràrichia) che prende acqua dalla falda del monte Moschiaturo.

    Queste fontane sono comodamente raggiungibili; volendo però godere di sorgenti immerse in boschi suggestivi bisogna fare anche dei tratti a piedi. Alle falde del monte Moschiaturo si trova la fontana Làu Pésula, immersa in una faggeta. Risalendolo, in località Valle Grande (Vàlle rànna) si trova la freddissima fontana chiamata Cursarégliu. Per arrivarvi, una volta raggiunte la vetta, si prende il comodo sentiero in direzione dei confini di Sepino camminando per circa un kilometro.

    Interessante è anche la fontana Tasso, che si trova in località Filette (Fulètte); al primo bivio della strada per Sepino, sulla sinistra si prende la via che porta a Bocca della Selva. Dopo uno spiazzo attrezzato per picnic, sulla destra si trova il sentiero che porta alla fontana in mezzo alle piante fra cui i tassi. Proseguendo più a monte sulla sinistra si trova la fontana Paola, nel territorio di Cusano Mutri.

    Percorso avventura Gole di Caccaviola

     
    Il Percorso Avventura alla Gola di Caccaviola è realizzato dall’Amministrazione Comunale nella Gola di Caccaviola, la forra scavata nella roccia calcarea dall’erosione e dalla potenza modellatrice dell’acqua tra i monti Civita di Cusano e Civita di Pietraroja, e si svolge a 7 chilometri dal centro cittadino di Cusano Mutri. Si articola in un crescendo di scenari naturali incantevoli, tra cascate d’acqua limpida che rompono il silenzio di una natura incontaminata, piscine naturali dove i raggi del sole che filtrano tra le imponenti pareti rocciose e gli intricati rami di una vegetazione ancora selvaggia creano giochi di luce spettacolari.

    Bocca della Selva

     
    In una frazione di Cusano Mutri (Bn), a 1.395 slm, vi è Bocca della Selva. Famosa meta turistica per la presenza di una pista da sci, lunga ben 3 chilometri, dotata anche di impianti di risalita. Nell’area circostante la pista da sci, vi è un piccolo villaggio turistico con molte villette, servizi ristorativi e un ampio spazio dove, nella bella stagione, si possono fare pic-nic all’aperto, passeggiate nel bosco adiacente, dove con un po’ di fortuna, d’estate e fino ai principi d’autunno, si possono trovare molti funghi commestibili, tra cui il famoso porcino. Purtroppo tra gli sport invernali, al momento, la struttura non è attiva come base sciistica, quindi d’inverno ci si può al massimo sollazzare in un bel paesaggio innevato, nel completo relax della montagna. Tra Pietraroja (Bn)e Bocca della Selve, nasce il fiume Titerno che sfocia nel Volturno. La località, Bocca della Selva, è facilmente raggiungibile da Benvento, tramite la SS88 in direzione Campobasso, proseguendo per Campitello Matese.

    Miniere di Bauxite

     
    Nei territori di Pietraroja e Cusano Mutri, dagli anni ‘20 fino agli anni ‘60 del secolo scorso, erano presenti 13 cave, o miniere, di varie dimensioni, per l’estrazione della roccia sedimentaria di Bauxite. Tali gallerie minerarie si trovano nella parte orientale del massiccio del Matese, alle falde dei monti Mutria, Pesco Lombardo e monte Erbano, dove vi era la massima concentrazione di affioramenti bauxitici, tra i 700-1200metri di altitudine. Questi cunicoli esplorativi vennero gestiti dalla Società Monte Mutri e successivamente dalla Società Montecatini. Ad oggi ne sono visitabili 2 di queste miniere, la più nota è quella della loc.Regina Piana, l’altra è nella loc.Fosso Calvaruso. Le restanti 11 miniere, di dimensioni più ridotte, vengono denominate ipogei. La bauxite delle miniere di Cusano veniva stoccata, o suddivisa, negli appositi grossi scompartimenti di cemento, cosidetti tramogge, per la selezione delle diverse qualità del minerale stesso.

    Le città delle Ceramiche

     
    A pochi chilometri da Pietraroja si trovano i comuni di Cerreto Sannita e San Lorenzello entrambi rinomati per un’antica produzione di ceramica. Le ceramiche di Cerreto Sannita e di San Lorenzello, riconosciute dal Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato come “ceramica artistica e tradizionale”, hanno antiche origini anche se il periodo più florido e di maggiore produzione fu quello successivo il terremoto del 5 giugno 1688. La ricostruzione di Cerreto Sannita infatti attirò molti “faenzari” (ceramisti) forestieri, soprattutto, napoletani che contribuirono a dare vita alle forme e ai decori settecenteschi che caratterizzano ancora oggi la produzione cerretese. La ricostruzione ha portato il borgo di San Lorenzello a diventare una delle città della ceramica più famose d’Italia. Padre della ceramica di Cerreto Sannita e di San Lorenzello è stato il faenzaro (ceramista) napoletano Nicolò Russo, trasferitosi a Cerreto Sannita nel 1692. Nella sua bottega si formarono uomini che diedero vita a intere generazioni di ceramisti cerretesi e laurentini: Antonio Giustiniani, Domenico Marchitto e Santi Festa. Vi lavorò inoltre il decoratore Lorenzo Salandra, uno degli esponenti più importanti della maiolica napoletana. Per ammirare le opere in ceramica che contraddistinguono questi territori è possibile visitare il Museo civico e della Ceramica Cerretese situato nel comune di Cerreto sannita.

    Sannio Falanghina città Europea del Vino 2019

     
    Nella valli del Titerno e di Telese, valli a cui appartiene il comune di Pietraorja, vi è un rilevante distretto di produzione vinicola. Tale distretto nell’anno 2019 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Sannio Falanghina “Città europea del Vino” da Recevin, la rete delle 800 Città del Vino presenti in 11 Paesi europei. Un vero e proprio distretto del vino, dunque, che comprende 23 territori sanniti e rappresenta la locomotiva del vino campano: i 6 Comuni che hanno sostenuto la candidatura (Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant’Agata dè Goti, Solopaca, Torrecuso e Benevento) ed i 17 Comuni che hanno deciso di aderire all’associazione Città del Vino (Telese, Montesarchio, Dugenta, Amorosi, Bonea, Campoli del Monte Taburno, San Lorenzo Maggiore, Melizzano, San Lorenzello, Faicchio, San Lupo, Cerreto, Vitulano, Frasso Telesino, Paupisi, Foglianise, Ponte), oltre alla Provincia di Benevento. Per gli appassionati dell’enoturismo un viaggio in questi territori è un’esperienza unica e irripetibile.

    Antiche Terme di Telese

     
    Il comune di Telese Terme è situato al centro della Valle Telesina, a cui da anche il nome, dista circa 20 Km dal comune di Pietraroja e 30 dal capoluogo Benevento. La città di Telese sorge alle basi del monte Pugliano, da cui nascono le sorgenti di acqua sulfurea che alimentano le fonti termali del comune. Essa è molto antica ed era conosciuta già ai tempi dell’Antica Roma con il nome di Telesia: già all’epoca, il centro cittadino era molto famoso, tanto che divenne nel 215 a.C. urbs foederata ( città alleata). I resti dell’antica Telesia possono essere ancora ammirati a pochi Km da Telese, nella vicina cittadina di San Salvatore Telesino. La caratteristica più tipica del paese è rappresentata dalle Terme; il tutto discende dal terremoto del 1349 che sconvolse l’aspetto idrogeologico della città e se da un lato distrusse tutto, dall’altro portò in dono a Telese un ricco patrimonio di acquee sulfuree. Le Terme di Telese sorsero sfruttando le principali fonti di acqua sulfurea: le sorgenti Goccioloni, Diana e Peraina. Il successo delle terme trainò la rinascita economica di Telese. Oggi il Parco delle Terme, non solo è un complesso termale, ma rappresenta un vero e proprio immenso spazio verde dove è possibile per ognuno prendersi cura di se stesso. Nel parco vi sono ben due piscine, ovviamente di acqua sulfurea, un parco dedicato ai bambini, e un Centro Congressi che nel corso degli anni ha sempre più calamitato in Telese eventi di grande rilevanza.

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